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La stazione ieri

La stazione ieri

La stazione di Napoli Mergellina è tra le opere partenopee più espressive dello stile “Eclettico”. Tradizionalmente attribuita all’architetto Gaetano Costa, viene in realtà realizzata dall’impresa dell’ingegnere Leopoldo De Lieto su progetto del collega Giovan Battista Milani, progettista anche delle stazioni ferroviarie di Milano Porta Nuova e Venezia Santa Lucia. Dal punto di vista stilistico, il disegno originario è di ispirazione “Umbertina”  come gran parte dell’architettura di fine ’800-inizi ‘900, rispettandone le caratteristiche spaziali e strutturali tipiche dei palazzi classico-rinascimentali, oltre che le valenze simboliche peculiari degli edifici pubblici costruiti durante il ventennio fascista. 

La sua realizzazione, iniziata nel 1925, rientra nel programma d’attuazione della linea ferrata“Direttissima” di collegamento tra Roma e Napoli, i cui lavori, avviati nel 1911, si interrompono durante la Prima Guerra mondiale e riprendono nel 1920. L’inaugurazione della stazione e della strada ferrata avvengono nello stesso giorno: il 28 ottobre del 1927.

La stazione oggi

La stazione oggi

L’importante intervento di restauro conservativo e valorizzazione realizzato da Centostazioni, restituisce nel settembre 2007 ai cittadini e ai turisti di Napoli, alla presenza dell’allora  Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di autorità pubbliche, uno dei palazzi monumentali più prestigiosi, oltre che un servizio di trasporto moderno, funzionale ed efficiente. I lavori, con un investimento del valore di 2,3 milioni di euro, co-finanziati da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), hanno interessato una superficie di oltre 8.000 metri quadrati e sono stati progettati seguendo le linee-guida scaturite da una stretta collaborazione con le amministrazioni locali e con la Soprintendenza al fine di migliorare la fruibilità e funzionalità del servizio ferroviario, salvaguardando l’innegabile valore artistico e il pregio dell’edificio.

La scelta di un sistema di illuminazione appositamente studiato, di tipo museale, valorizza ulteriormente il restauro della facciata che ha visto anche il ripristino dell’antico orologio con la ricostruzione delle figure umane che lo incorniciavano. Interventi di recupero hanno riguardato gli atrii arrivi e partenze, comunicanti tra loro e caratterizzati da volte a botte e finiture di pregio, con l’inserimento di punti luce che mettono in risalto la bellezza dei fregi artistici e delle architetture. Restaurati gli stucchi intagliati - archi, cornici, capitelli, lesene - tramite un accurato lavoro di ripulitura, consolidamento e integrazione delle parti mancanti. Ulteriore intervento di lucidatura e sostituzione, laddove deteriorato, ha riguardato la storica pavimentazione in marmo, prevalentemente di tipo “Calcatta” con venature oro, al fine di conservarne l’eleganza e il valore. 
Nota di pregio aggiuntiva è la presenza in stazione della Saletta Presidenziale che nel ‘900 ha offerto occasione di sosta e ristoro a ospiti e personaggi illustri in visita a Napoli. Rinnovata nell’ambito dei lavori del 2007, conserva ancora oggi il mobilio originale: tavolo e sedie coordinate in legno massello e uno splendido e colorato lampadario in vetro di Murano che, si racconta, fosse proveniente dalla Reggia di Caserta e donato alla Regina Margherita di Savoia durante uno dei suoi viaggi a Napoli.

Ulteriori aspetti del restyling  sono relativi alla manutenzione delle strutture, rimessa in funzione della scala mobile, ristrutturazione del sottopasso, rifacimento dei servizi igienici pubblici e adeguamento a norma degli impianti.

Saletta Presidenziale

E’ la sala di rappresentanza della stazione Mergellina, che nel ‘900 ha offerto occasione di sosta e ristoro a ospiti e personaggi illustri in visita nella città di Napoli. Rinnovata nell’ambito dei lavori del 2007, conserva ancora oggi il mobilio originale - tavolo e sedie coordinate in legno massello - e uno splendido, colorato, lampadario in vetro di Murano. Si racconta che il lampadario, proveniente dalla Reggia di Caserta, sia stato donato alla Regina Margherita di Savoia durante uno dei suoi viaggi a Napoli.