Per approfondire

La stazione ieri

La stazione ieri Progettato dall’Architetto Roberto Narducci in vista dell’Esposizione Universale del 1942, il complesso ferroviario, inaugurato il 28 ottobre del 1940, diviene presto il principale punto di riferimento dell’area circostante, in sostituzione del Padiglione provvisorio progettato dallo stesso Narducci due anni prima ed eretto in poco più di un mese per accogliere Adolf Hitler in visita ufficiale a Roma. Il fabbricato definitivo si presenta più curato nell’impianto architettonico. Un imponente bassorilievo, raffigurante la figura mitologica del Pegaso, domina la facciata verso Piazzale dei Partigiani. Il porticato d’ingresso, con enormi pilastri in travertino, è impreziosito da un pavimento a mosaico progettato dai pittori Giulio Rosso e Maria Zaffuto e realizzato con tessere di ceramica bianca e nera a pezzatura irregolare. Le decorazioni riprendono temi storici e mitologici, dalla fondazione della città di Roma, all’esaltazione del Genio Italico e dell’Impero, fino alla Roma dei Papi. Fiore all’occhiello dello storico edificio ferroviario di Roma Ostiense è la Sala Presidenziale, locale elegante realizzato per accogliere personalità di prestigio.

La stazione oggi

La stazione oggi

La stazione di Roma Ostiense è stata interessata da interventi di riqualificazione e recupero conservativo realizzati da Centostazioni, cofinanziati da RFI (Gruppo FS Italiane) con un investimento iniziale di circa 1,7 milioni di euro. Opere che hanno riguardato una superficie totale di circa 7.500 metri quadrati, mirate alla conservazione e al recupero delle strutture di impianto razionalista, in linea con le indicazioni della Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio di Roma. Un sistema di illuminazione studiato ad hoc  ha contribuito ad esaltare il risultato del restyling, con particolare riferimento alla facciata esterna interessata da un successivo intervento di recupero, del valore di circa 1,5 milioni di euro, teso al ripristino delle lastre in travertino che compongono cornicioni e pilastri. 
La valorizzazione della Sala Presidenziale, con il restauro del pavimento musivo e la lucidatura dei marmi originali e dei lucernai, consente oggi di utilizzare questo prestigioso spazio, cui si accede dal porticato d’ingresso, per ospitare eventi e manifestazioni d’arte e cultura in grado di costituire un richiamo per i cittadini e viaggiatori.
Ristrutturati, inoltre, gli spazi al piano terra, lungo il primo marciapiede e nel sottopasso di stazione, migliorandone l’accessibilità e la fruibilità per i clienti anche attraverso l’apertura di diverse attività e servizi commerciali. Altre opere hanno interessato l’adeguamento a norma degli impianti ed il progressivo abbattimento delle barriere architettoniche, tuttora in corso con il rinnovo delle scale mobili. Sono previsti, all’interno del fabbricato, ulteriori interventi di modernizzazione tecnologica e adeguamento, in linea con le esigenze dei clienti.

 

Sala Presidenziale


La Sala Presidenziale, realizzata per accogliere personalità di prestigio all’interno dello storico edificio ferroviario, conserva ancora oggi intatti molti elementi decorativi originari ed è composta da due ambienti adiacenti, illuminati da lucernai in vetrocemento. Affaccia sul primo binario ed è caratterizzata da marmi pregiati, dagli splendidi colori: marmo “Ondagata”, nei due grandi riquadri centrali che impreziosiscono le pareti; “Persichino della Maremma” a rivestire la struttura; marmo rosso rubino, con una guida centrale in nero “Italia”, bordato da marmo bianco e di tipo “Silvabella” sul pavimento. A dominare l’ambiente, la statua della Dea Roma, ad opera dallo scultore Alfredo Angeloni, realizzata nel 1940 in marmo bianco di Carrara. La statua raffigura una dea guerriera, riletta secondo l’iconografia tipica del Regime Fascista. Sulla parete opposta, campeggia il grande Arazzo realizzato dallo Studio Eroli. Unico arredo originario, il lungo tavolo in legno massiccio posto al centro della Sala.